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Lontano vicinissimo ultrablu.
Arianna Desideri, Virgilio Mollicone.

Lontano vicinissimo ultrablu è il progetto inaugurale della nuova sede di ultrablu, associazione che dal 2017 promuove attività artistiche generate dalla (neuro)diversità. Un catalogo e una mostra, a cura di Arianna Desideri, per presentare le opere degli autori che sperimentano all’interno dell’atelier di arti visive, performative e digitali. Soggetti, tecniche e storie eterogenee danno espressione allo sguardo neurodivergente, alle sue forme e peculiarità, in un dialogo collettivo in cui rintracciare singoli percorsi e immaginari, oltre che affinità e discontinuità con i movimenti dell’Art brut e dell’Outsider Art. Ma soprattutto, Lontano vicinissimo ultrablu è un invito aperto, è una prospettiva, un augurio; è una soglia da attraversare per (de)costruire mondi possibili e il rapporto con l’altro, per ripensare comunità dove la diversità è un valore d’apprendimento reciproco, una risorsa relazionale.
Progetto grafico di: Sofia Pierro

Non seguire la mia strada.
Giacomo Calderoni

Roma, un ultratrentenne disoccupato, il pastore di una delle comunità più popolose del mondo, il demone del tempo (perso), la signora del 490 e gli sciacalli della metro B, l’ATAC che crasha, le ville e le panchine. Tre prove per emergere da stazioni invalicabili, un Papa da ritrovare, la giornata da ricostruire e una strada da non seguire. L’epilogo dell’epica battaglia tra pedoni, asfalto e smog non è stato ancora scritto. Nel frattempo, basterà avere un’agile guida distopica, l’unica arma per fottere l’inconsolabile scorrere dei minuti capitolini.

Sulla Terra Vieni.
Tristano Monaca

Questo libro parla di un’umanità sospesa in una dimensione senza tempo. In uno spazio metafisico e silenzioso, animali e uomini interagiscono tra loro evocando emozioni profonde e intime. L’universo artistico di Tristano è ricco di simboli ricorrenti che suggeriscono senza mai svelare, il moto dell’inconscio che li ha spinti in superficie.

Provvisto di occhi, vai.
Maria Vittoria Basciani e Giulia Cabassi

Lo sguardo, posandosi sul paesaggio, può far riflettere sulla dimensione del tempo che scandisce la nostra vita. Maria Vittoria, dal vertice osservativo dello spettro autistico, rappresenta un paesaggio atemporale disegnando i fiori di una “stagione fantastica”. Su un foglio quadrettato si intrecciano forme e colori che rimandano alla dimensione creativa primaria del sogno. Giulia è affascinata da questa botanica della fantasia, ne individua e studia gli elementi costitutivi, elabora con rigore tavole di “studio” come farebbe un botanico illustratore nell’indagare delle specie appena scoperte. Maria Vittoria e Giulia riescono ad esprimere, da vertici distinti ed armonicamente intrecciati, le polarità sintetica ed analitica della mente umana. L’accuratezza fenomenologica del loro lavoro ci avvicina alla lettura “dell’albero della vita”.

Capolinea – Aller et Retour.
Eugenio Ranieri e Sara Conti

Capolinea è un libro nato da uno scambio di disegni. Una sorta di ping pong di passaggi grafici alterni, che hanno tracciato un dialogo a distanza fra Eugenio, che vive a Roma con sindrome di Asperger, e Sara, che abita a Saint-Ghislain, una piccola città del Belgio. Capolinea è frutto di questa inconsueta collaborazione artistica, nata a distanza, ma in grado di generare una relazione profonda tra i due autori. Inoltre, ha consentito loro, e di riflesso anche a noi, di esplorare al di là della dimensione individuale una straordinaria esperienza di condivisione, nel rispetto della differenza e nel reciproco arricchimento che da essa proviene. Il loro libro testimonia la capacità del pensiero di uscire dai binari del conosciuto, per mostrarci nuovi margini di possibilità, di gioco, di forme e di prospettive. Il “diverso” sprigiona così il suo potenziale catalizzatore, collegando la percezione sovraindividuale a quel movimento di trasformazione costante, che ci permette di riconoscere* la vera strada verso noi stessi. 

Cura Materies.
Valerio Angiolillo

“L’osservazione dell’ombra in ogni ambiente che abita la mia mente è centrale per tutto il libro, ma ancora più centrale è il modo in cui quest’ombra emerge con la luce che la permea e le permette di essere visibile“. racconta l’autore. È un libro illustrato sulle ombre  e sul suo rapporto di dipendenza con la luce: non può esistere l’una senza l’altra. I contorni delle figure sono sfuocati, richiedono lo sforzo dell’immaginazione del lettore/osservatore   per giungere a completezza e definizione, in una sospensione tra sogno e magia, in un rimando continuo all’ombra che non esiste senza la luce che la proietta. Lo spunto è stato il venire a contatto con una materia- l’inchiostro calcografico- che Valerio impiega con la tecnica del monotipo, in un processo creativo continuo in cui, dopo aver steso l’inchiostro sulla lastra e aver prodotto la stampa, la stessa lastra viene riutilizzata all’infinito per creare nuove immagini irripetibili e nuove atmosfere, isolate nella loro unicità. Le immagini prendono forma, quindi, stendendo o togliendo l’inchiostro in un gioco continuo di alternanza tra figure nere e bianche. Il titolo in latino si riferisce al rapporto che l’autore ha con questa materia densa che fa emergere sensazioni diverse, le quali, a loro volta rispecchiano una varietà di stati d’animo. Le immagini sono  ancorate ad una solida simbologia,  con il ricorrere nei monotipi di elementi come l’acqua, il vento e una waste land di eliotiana memoria. La terra desolata qui è anche la terre gaste della chanson de geste, cioè un territorio devastato, sterile, in cui si aggirano guerrieri in cerca del loro Graal o cavalieri erranti, armati di lancia, che vanno vagabondi per terre riarse per dimostrare il proprio valore, come in un pas d’armes. Nascono così atmosfere che ben rispecchiano le angosce e le inquietudini della nostra epoca, alla ricerca di soluzioni che appaiono introvabili.

La Parata.
Andrea Calcagno

Si tratta di un silent book per bambini e bambini di ogni età, un’opera in cui il racconto procede solo per immagini. Vi si trovano raffigurati quasi esclusivamente animali, di cui l’autore è un grande appassionato e profondo conoscitore. Ci si ritrova catapultati in un mondo colorato e spensierato, in cui i personaggi sfilano davanti ai nostri occhi proponendoci le situazioni più improbabili e fantasiose. L’universo di Andrea Calcagno è popolato di animali fantastici, che sono pronti a spiazzare l’osservatore. Mai ci aspetteremmo di trovare un gufo che usa un reggiseno come paracadute o un drago dalle cui fauci escono bolle di sapone o un polipo lottatore, che indossa un guantone da pugile per ogni tentacolo. L’autore ci dice solo il nome di fantasia dell’animale, lasciando l’elaborazione della storia all’immaginazione dei giovanissimi lettori o alla lettura condivisa tra adulto e bambino. All’interno della storia, quindi, nascono tante storie quanti sono i personaggi di questa affollata parata, dove ogni dettaglio può essere uno spunto per la fantasia e dove, ogni volta che si prende in mano il volumetto, si può inventare un mondo nuovo.