// Progetti · 2022–2023 · Con il contributo della Regione Lazio
Coesistenze Creative
Un itinerario per leggere Roma attraverso tre linguaggi: il cinema che scopre la presenza neurodivergente nella città, la fotografia che cuce centro e periferia, la musica dei giovani che la abitano. Ogni incontro, laboratorio e concerto ha costruito una narrazione trasversale e inedita della nostra città, dentro e fuori lo spazio ultrablu.

Il linguaggio non si è mai limitato alla sola forma delle parole.
// Virgilio Mollicone, dall’introduzione alla pubblicazione
Cinema: presenze di inciampo
// 01Il regista romano Gianni Fabriani Maddalena ha girato "Temporanea sospensione di rilascio certificazioni...", un film con i ragazzi neurodivergenti dell’atelier: non un documentario, ma un film d’arte nato dall’idea di filmarli per quello che sono.
Sul set è successo qualcosa di più interessante del programma: i ragazzi non si lasciavano filmare, prendevano contromisure, resistevano. Il regista ha capito che quella resistenza era il cuore del film: la loro autisticità come «strategia radicale di resistenza monadica», presenze di inciampo che mettono in discussione le nostre esistenze addomesticate.
Non si trattava di vedere quanto si riusciva a includerli, ma quanto, anche grazie a loro, fosse ancora possibile per noi escluderci.

Fotografia: della stessa città
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Con il laboratorio "Della stessa città", guidato dal fotografo Marco Ponzianelli con Simone Sabatucci, partecipanti neurotipici e neurodivergenti hanno viaggiato dentro Roma creando nuove mappe e relazioni: prima l’incontro con i residenti di sei quartieri oltre il G.R.A. (Laurentino 38, Tor Bella Monaca, Labaro Prima Porta, Fidene, Ottavia), poi il centro storico, la "vetrina" popolata più da turisti che da abitanti.
Street photography, editing, narrazione: ogni partecipante ha costruito un progetto personale e collettivo, imparando a cogliere la bellezza degli incontri con prospettive sorprendenti. Le fotografie sono confluite nella pubblicazione finale del progetto.
Musica: MUSE
// 03A ultrablu la musica c’è sempre stata: si dipinge in musica, ci si motiva in musica, c’è chi canta a squarciagola mentre lavora. Con MUSE, curato da Eleonora Sole Mollicone, quella presenza è diventata un ambito vero: un luogo dove musicisti e appassionati neurodivergenti possono esprimersi e fare festa senza stress da parte dell’ambiente, con un sound system professionale e una programmazione che ha scelto solo artisti romani, per far crescere la scena della città.
Due i laboratori gratuiti: "Chiamata e risposta" di Ivano Grimani, dove il djembe insegna a comunicare con il ritmo invece che con la voce (djembe viene da "anke dje, anke be": tutti si riuniscono in pace), e la produzione sonora digitale di Francesco Ortame, dove ridurre la distanza tra idea musicale e realizzazione: alla fine del percorso le ragazze e i ragazzi producevano brani in autonomia, con stili che rispecchiano le loro personalità.
Da questa esperienza l’atelier di arti visive ha deciso di diventare, definitivamente, anche musicale.


// Con il contributo della Regione Lazio · bando "Comunità Solidali 2020" · testi di Virgilio Mollicone, Gianni Fabriani Maddalena, Eleonora Sole Mollicone · progetto grafico Sofia Pierro
